Industria 4.0, nasce la app che parla con il vigneto

Robot made in Treviso premiati dal Cnr
12 aprile 2017
Innovazione, la «Ribelle» di Scarpa vola in vetta
18 aprile 2017

Industria 4.0, nasce la app che parla con il vigneto

Un’app per aiutare gli agricoltori trevigiani a difendere i vigneti. È questa l’idea che l’Istituto tecnico superiore agroalimentare veneto di Conegliano sta sviluppando con il supporto di Condifesa Treviso, il consorzio provinciale per la difesa delle attività agricole. Un buon esempio di come la tecnologia possa aiutare a fare innovazione, tanto che il progetto è stato selezionato dal Miur all’interno del programma “Industria 4.0”.

Siamo nell’ambio dell’agricoltura di precisione: droni, big data e tecnologie. In pratica gli studenti hanno sviluppato uno strumento rapido e intuitivo per offrire ai viticoltori un supporto fitosanitario efficiente.

«Al momento il consorzio sfrutta la rete di capannine meteorologiche del territorio e fornisce un bollettino settimanale creato da tecnici viticoli» ha spiegato Enrico Lorenzon, lo studente che ha presentato il progetto il 9 marzo 2017 nel corso della conferenza del Miur a Roma. Talvolta alcune imprese possono installare una capannina in azienda per avere sempre a disposizione i dati sullo sviluppo degli agenti patogeni e il registro dei trattamenti: tutto questo ha ovviamente costi elevati e c’è bisogno di un tecnico sempre presente. «La maggior parte delle aziende trevigiane non può permetterselo» ha precisato Lorenzon.

Aggiornamento continuo

Ecco quindi l’idea innovativa: «La nostra proposta è sfruttare la rete di capannine già esistente e crearne una virtuale con maglia 1 di un chilometro quadrato – ha spiegato lo studente –. In questo modo non c’è bisogno di manutenzione continua. L’agricoltore può interfacciarsi con un portale e un software (in seguito un’app) ed essere aggiornato in modo continuo». In un secondo momento si potrebbero usare i droni come elementi di monitoraggio ulteriore.

«Attraverso un questionario stiamo studiando le esigenze dei viticoltori per capire il metodo migliore per apportare il servizio in modo da non sprecarlo» ha voluto puntualizzare Lorenzon. Proprio il fatto che l’idea parta dalle esigenze degli agricoltori ha convinto Condifesa Treviso – che raccoglie 8mila viticoltori sugli 11mila presenti nella provincia – a cambiare il metodo con cui si lavora da 40 anni. «La sperimentazione consiste nel difendere colture e produzione da patologie e avversità climatiche – commenta il direttore Filippo Codato –. L’obiettivo è dare un prodotto smart che possa arrivare agli agricoltori come strumento che sostituisca il cartaceo. Chi poteva riuscirci meglio dei giovani? Passare da un bollettino fitosanitario che dà indicazioni settimanali a un lavoro innovativo che si aggiorna di ora in ora è un salto di qualità elevatissimo». Lo strumento progettato dall’Its sarà già a disposizione per la prossima campagna viticola.