Tecnologie e innovazione in agricoltura alla fiera di Santa Lucia

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Tecnologie e innovazione in agricoltura alla fiera di Santa Lucia

santa Lucia

Contare nel proprio calendario ben 1357 edizioni per un evento è cosa rara. La fiera dell’agricoltura di Santa Lucia di Piave ha origini antichissime, ma ha saputo rinnovarsi e guardare al futuro, con occhio attento alle ultime tecnologie e all’innovazione, senza dimenticare la sostenibilità.

Punto di riferimento di settore per il Nordest, durante il ponte dell’8 dicembre la fiera internazionale del comparto agricolo ha accolto moltissimi visitatori, mettendo a confronto attraverso convegni e workshop tecnici i grandi espositori dell’agrimeccanica con le eccellenze dell’enogastronomia Made in Italy e ospiti internazionali.

Le fiere di Santa Lucia di Piave trovano il loro primo riscontro nei documenti storici risalenti all’anno 1313. Nonostante le radici antiche, quella dell’agricoltura è un’occasione per gli esperti del settore per confrontarsi sulle novità del mercato, i prodotti e servizi, la viticoltura, la frutticoltura, la zootecnica, le attività forestali e il settore delle energie rinnovabili. Il quartiere fieristico misura oltre 55mila metri quadrati ed è diviso in settori con vari ingressi, strade in cemento che delimitano gli stand espositivi, un padiglione ristorante e un ufficio informazioni. Nel 2016 le Fiere di Santa Lucia di Piave hanno ricevuto la certificazione come fiera di interesse internazionale da parte dell’istituto di certificazione dei dati Statistici Fieristici ISF-CERT, che ne riconosce l’alto valore.

Ricerca scientifica e innovazione alla Fiera di Santa Lucia

L’edizione numero 1357 della Fiera si è aperta nella serata di mercoledì 6 dicembre nell’aula magna dell’Università di Agraria di Conegliano con l’incontro dedicato alla viticoltura sostenibile.

Stand ed eventi sono iniziati davvero solo il giorno dell’Immacolata, con il cooking show del pizzaiolo Denis Lovatel. Sabato 9 è stata una giornata dedicata alle conferenze, che hanno spaziato dalle nuove colture come bamboo, canapa, melograno, nocciolo, luppolo e bachi da seta ai pagamenti in voucher, fino alla coltivazione dei vitigni antichi per preservare la biodiversità.

Nonostante gli eventi fossero già iniziati, l’inaugurazione ufficiale si è tenuta solo domenica 9. Il Governatore del Veneto Luca Zaia non ha potuto partecipare, sostituito dall’assessore Elisa De Berti. La cerimonia inaugurale è stata seguita nel pomeriggio dall’incontro dedicato alla viticoltura biologica e dalla proiezione del film “Finché c’è prosecco c’è speranza”, del regista Antonio Padovan, presente alla proiezione.

I giovani protagonisti dell’ultima giornata

Chiusura in grande stile, nonostante la neve caduta durante la notte, lunedì 11 con gli incontri dedicati a ciò che mangiamo, alle eccellenze del territorio, a bo.di., il nuovo bollettino digitale a supporto dei viticoltori, e infine di tecniche e innovazioni nella coltivazione dei vigneti. Temi legati alla ricerca scientifica e all’innovazione del settore. Oltre 150 gli studenti presenti nell’ultimo giorno di fiera, che hanno potuto conoscere le innovazioni del comparto agricolo, e tanti bambini hanno potuto conseguire il patentino junior per futuri trattoristi nella speciale Baby Farm allestita in Fiera, portando il numero di neo-patentati a 600.

Tra gli organizzatori degli eventi, Condifesa Treviso, Coldiretti con il supporto di Banca della Marca, E.B.A.T. e F.I.I.M.I. La Chiave di Sophia e Consorzio Vini Venezia, EcorNaturaSì, Geospectra e Università di Genova, Consorzi Bim Piave: Belluno, Treviso e Basso Piave, Cs Thermos. Presente anche Eurac Reaseach, centro di ricerca di Bolzano, che ha presentato gli strumenti di marketing territoriale su cui sta concentrando gli studi.